come stagionare la legna

Se avete un camino sapete bene che la legna appena tagliata non brucia e fa un sacco di fumo. La ragione sta nella quantità d’acqua che è ancora presente nel legno che supera il 50%. Non solo, la lega non stagionata può facilmente produrre muffe e funghi che possono rovinarla.

Una buona stagionatura riduce l’acqua presente nel legno fino al 20% rendendola buona da bruciare e riducendo al minimo il rischio del formarsi di muffe.

Vediamo allora come fare una buona stagionatura del legno.

Spaccare la legna perché la corteccia che protegge la parte interna mantiene molto bene l’umidità prolungando il tempo di stagionatura

Scegliere con attenzione il luogo dove ubicare la catasta di legna che deve stagionare.

Nello specifico tale luogo deve essere alla distanza di sicurezza dagli edifici indicata dalle norme antincendio; non deve essere adiacente ad alcun muro dell’abitazione in quanto nelle fessure tra un tronco e l’altro proliferano insetti; deve essere un posto facile da raggiungere per ogni volta che dovrete prendere la legna da ardere ma allo stesso tempo di poco ingombro visto che la legna resterà lì per diversi mesi.

Il luogo in cui si sceglie di far stagionare la legna deve inoltre essere ben esposto al sole e particolarmente arieggiato così da facilitare l’essicazione.

Per facilitare la stagionatura è inoltre consigliabile non posare i tronchi a diretto contatto con il suolo. I pallet sono l’ideale perché permettono una buona areazione ma anche un telo di plastica per isolare l’umidità del suolo può andare bene.

Essendo la stagionatura un processo di essicazione, l’aria è un elemento di fondamentale importanza quindi maggiore sarà il passaggio d’aria, e di sole, tra un troco e l’altro, più rapido sarà il risultato finale.

Questo significa che se avete una quantità elevata di legna da stagionare è preferibile dividerla in più cataste separate tra loro di qualche centimetro così che l’aria arrivi su tutti i lati.

 

 

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