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Già svegli?

Siamo quasi a metà di febbraio, e nell’orto c’è ancora chi dorme e chi sta per svegliarsi. I bulbi gettano le prime foglie, e si svegliano dal lungo letargo invernale. Il problema è che quest’inverno non è stato così freddo, né così… inverno.

Il 2017 è  stato il secondo anno in cui la termperatua dell’aria è stata di 1,6 gradi maggiore ripetto al periodo 2001/2010. E non solo l’aria. Nel mare di Barents e in quello dei Ciukci, le temperature ad agosto sono risultate maggiori di 4 gradi rispetto alla media. E se per noi 4 gradi non sono poi così tanti, per la nostra Terra è una cifra significativa.

Adesso, uscendo dal mio piccolo orticello – che un po’ è il centro caldo del mondo intorno al quale tutto ruota – dicevo, uscendo dal mio orticello, vedo che non ce la passiamo poi così bene. E a parte le crisi economiche, le guerre sempre in atto anche se non dette, le nefandezze che si leggono sulla cronaca dei giornali e che ci possono fare pensare ai tempi più bui del Medioevo, rispetto a tutto questo, la situazione del nostro pianeta sembra mutare, non si sa bene con quale spirito.

E pensare che per molti il riscaldamento globale è solo frutto della propaganda!

Il record del ghiaccio artico che perde superficie è stato confermato anche per il 2017. Le misurazioni del ghiaccio artico, per dovere di cronaca, sono iniziate nel 1979. Da quella data ad oggi si registrano alcuni dati (la fonte è l’ultimo rapporto Arctic report card, pubblicazione annuale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, l’amministrazione americana per gli oceani e l’atmosfera).

Ecco spiegato brevemente il meccanismo che fa aumentare le temperature. La minore copertura nevosa nell’artico innesca una retroazione (feedback) che porta all’aumento della temperatura: questo perché i raggi solari non vengono riflessi dalla superficie ghiacciata, ma arrivano direttamente sulla superficie terrestre – acque incluse. Questo determina anche una crescita del fitoplancton e delle piante marine nei mari artici con uno scioglimento progressivo del perma-frost.

Il termine inglese permafrost ( composto di perma(nent), “permanente”, e frost, “gelato”), designa un terreno tipico delle regioni dell’estremo Nordeuropa dove il suolo è perennemente ghiacciato (non necessariamente con presenza di masse di acqua congelata).

Ritornando al mio orticello, questa mattina trovo una coccinella sopra alla foglia di un crisantemo. Già sveglia? Le chiedo. Non è ancora troppo freddo per te?

Non mi risponde perché è ancora mezza addormentata. Si limita a girarmi le spalle e a spostarsi di qualche millimetro sulla foglia.

gs1173-coccinella

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